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Ritorno alla luce di Giorgio Gregorio Grasso

12-04-2021 16:43

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Ritorno alla luce di Giorgio Gregorio Grasso

Ciò che appare nell’immediatezza quando si è davanti alle opere di Landolfi è il vortice di colore e di energia che ti rapisce e ti trascina dentro.

 

 

 

 

 

 

 

Ciò che appare nell’immediatezza quando si è davanti alle opere di Landolfi è il vortice di colore e di energia che ti rapisce e ti trascina dentro, in un viaggio tra particelle e frammenti di colore dove la chiave di lettura diventa molteplice.

La cosa interessante quando chiesi all’artista dell’esecuzioni delle sue opere, e che la tela non è passiva ma attiva, mi rispose. Spiegati meglio gli chiesi; si, mi disse; generalmente quando si realizza un’opera su tela, la tela riceve ciò che l’artista decide! La tela è passiva. Ma nel mio caso la tela risponde ai miei interventi indicandomi strade da seguire. È un procedimento interattivo, infatti non è raro che partendo da un’idea finisco in un qualcosa di nuovo e imprevedibile rendendo il lavoro pieno di sorprese.

Siamo al tempo in cui dell’arte si è detto di tutto e di più, e proprio perché tutto è stato fatto e detto si è giunti a gesti estremi, per colpire, stupire, per attirare l’attenzione. Esempio l’installazione di bambini impiccati per Milano. Animali sezionati e messi in formalina, macchine che producono cacca, ecc.

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In Landolfi vedo invece un espressione genuina di fare arte è un ritorno alla luce. La luce! E mi allaccio alle considerazioni del Tomassetti, che ha, vincendo un bando nazionale, eseguito per la sala consiliare del comune di Modica, mio luogo di nascita, “Il giuramento di Castronovo” un’opera di 3 metri x 9 che scrive; ... Nell’Ottocento, in piena rivoluzione scientifica, industriale e tecnologica gli artisti cominciano a prendere in considerazione i problemi della luce “con un'ottica nuova” nasce la fotografia, viene approfondita la ricerca empirica sulla luce come fenomeno fisico, la separazione del colore, lo “spettro di luce”. Per gli artisti il colore non è più solo un fatto chimico, il colore è già un elemento nella luce stessa. La divisione del colore ispira tutte le nuove tendenze: Impressionismo, Divisionismo o puntillinismo. Tutti lavorano sull’accostamento di piccole porzioni del colore particelle di luce che insieme eccitano la nostra percezione e rendono la scena percepita vibrante. Inizia quindi anche nell’arte la ricerca soggettiva dei misteriosi principi della forma e dell’apparenza, ma anche delle radici di ciò che genera emozione nella percezione, fino alle estreme conseguenze dell’Espressionismo astratto dove emozione e contemplazione coincidono in un ossimoro. Da Matisse a Mondrian a Boccioni a Rothko al contemporaneo Landolfi.

Qui ritrovo il senso della genuinità del Landolfi, la spensieratezza nel fare arte, giocare con i colori, Mirò disse: “ho messo 80 anni per tornar bambino”, fortunatamente non sono mai cresciuto mi disse Landolfi con una battuta, probabilmente la vita precedente sono stato un’artista “serio” tutto è già stato esaurito! Ora è il momento della spensieratezza.

La novità, ed è di questo che si tratta, senza prolungarmi oltre, è che le frammentazioni del Landolfi rendono uniche ed originali le sue opere per la tecnica di esecuzione e per ciò che riescono a trasmettere.



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